Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dopo solo 12 giorni di rivolta civile in Libia, ha approvato le misure per mettere un freno a Gheddafi e ai suoi sostenitori. il conto di vittime e di sfollati in fuga dal caos totale è fatto di zeri, zeri mai doppi. zeri tripli, almeno, che seguono cifre in rotazione come un contatore del gas.Le agenzie ONU danno in 100.000 il numero dei fuggitivi verso le frontiere. Di fronte a questo numero, credibile, la domanda è rituale e, ritualmente, non avrà risposta: come mai si è dovuto attendere dodici giorni? Dodici ripetizioni di ore in ordine di 24 in cui i cronisti di tutto il mondo, compreso quello immediato del web, hanno fatto vedere e sentire cosa stava succedendo. Magari i militari non entravano davvero nelle case, magari in alcune zone del Paese la situazione è diversa da come ce la costruiscono i media a diffusione nazionale o mondiale, ma la gente coperta dai veli c'era lo stesso, così come gli spari e le cariche. Anche i primi racconti degli italiani rimpatriati paiono confermare lo stato delle cose. Quindi, perchè?
La Comunità internazionale lo conosce bene il leader della Libia, tutti lo conoscono, e sanno che il suo cavallo più prezioso non rumina dal libretto verde che anche l'ultimo Gheddafi, ma con veemenza ben diversa dal primo, sventolava qualche giorno fa, prima di chiudersi nel bunker. La biada è altro, ed è sotto i piedi. é idrocarburica. Nove miliardi di metri cubi all'anno ne importiamo, nel bel Paese. Poi Germania e Francia. Poi petrolio, ovviamente, che va non solo in Italia (1.36 milioni di barili nel 2009), ma anche in Spagna.
Quindi è normale che ci si metta sempre qualche giorno, prima di alzarsi dal tavolo e dire "Ci sono" e aggiungere che sarebbe il caso di mandare qualcuno a vedere che succede, se Gheddafi sta davvero sparando alla folla o la bombarda. Anche senza punto esclamativo si poteva parlare, o con quel tono tipico di chi nella voce non ci mette manco quel mezzo tentativo di risultare credibile. Ma Ban Ki-moon ha parlato solo ieri, dopo le sanzioni: "Spero che il messaggio sia ascoltato e preso in considerazione dal regime in Libia" e "Il voto manda un messaggio forte: le gravi violazioni dei diritti umani di base non possono essere tollerate". Dai, sembra Casini. E' una carezzina sulla capoccetta, non una dichiarazione diretta ad un dittatore accusato di crimini contro i civili.
Quindi, mentre la Mezzaluna Rossa si vedeva riempire le tende di sfollati che si sfollavano da qualcosa, i massimi leader dell'Europa unitissima guardavano binocolanti ai forse e ai chissà di una guerra civile sotto controllo o forse no. Ma, per sedersi e bloccare un dittatore sanguinario che c'è ricascato, c'è sempre tempo.... Ficupala: Presente; Minicazzu: Presente; ONU: Assente; Fallalà: presente; ...
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