07/11/11

La pioggia è leghista!

Ci mancava solo che tirasse in mezzo Dio o qualche altra fesseria, per giustificare una affermazione che non c'entra nulla nè con la politica - o con quello che il partito da lui rappresentato millanta di fare - nè con il buon gusto. Parliamo, oggi, nel nostro spazio "Te la potevi evitare", del politichino Davide Cavallotto, classe '76 e Deputato da un annetto, e di una frase da costui pronunciata giusto ieri. Ecco l'oracolo:

"Ora che la pioggia è riuscita nell'impresa in cui aveva fallito il sindaco Piero Fassino, ossia lo sgombero del campo nomadi abusivo sul Lungo Stura Lazio, mi auguro che il Comune provvederà all'identificazione di tutti gli irregolari che vivevano in quel campo"

Si poteva anche aggiungere un prosieguo, alla frase; mi permetto di suggerirne una variante: "Ora che il Comune ha provveduto all'identificazione di tutti gli irregolari che vivevano in quel campo, attendiamo la piena del Po che se li porti tutti a mare, magari in una zona già inquinata così non fanno altro danno".

La felice espressione - di quelle proposte in questa pagina solo la prima è stata detta per davvero, la seconda è un'invenzione di chi scrive - arriva dopo i giorni di sconforto e paura che una parte della popolazione del Nord Italia sta vivendo in seguito al maltempo e alla pessima attività di prevenzione che ha caratterizzato l'operato dei responsabili politici e non di questi anni.

Alcuni sgomberati. Immagine da Repubblica.it
Ora, cosa c'entri la pioggia con la questione Rom e con la supposta mala-gestione di Fassino è un arcano che sfugge come le anguille a mani nude: come se dicessimo "Meno male che il Vesuvio ha eruttato, così è riuscito a eliminare tuti i camorristi che da anni la Polizia insegue senza successo"!

Quindi personalissimi complimenti al Cavallotto, che galoppa seguendo l'illuminata e sempre corretta (politicamente e, in questo caso, socialmente) scia della sua accolita, riuscendo a far propria anche la furia degli elementi e a inquadrarla nel padanissimo progetto di sicurtà e legalità.

Il post l'ho scritto perchè un semplice "Ma stai zitto, cretino" non mi bastava.

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20111107_143400.shtml
http://www.davidecavallotto.com/
http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/11/07/news/cavallotto_lega_grazie_a_pioggia_sgomberati_campi_rom_a_torino-24579763/

05/11/11

Pacco con mattone ad Assisi

La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni, recita l'adagio. e quando la strada conduce, invece, verso uno dei luoghi più importanti della cristianità, come la mettiamo? La mettiamo male, nel caso di Assisi, e della strada costruita con il progetto - risalente all'inizio degli anni duemila - "Un mattone per Assisi". Facendola breve, il Comune e una società privata (più altri soggetti, in misura minore) si mettono in testa il progetto di una mattonata lunga più di un chilometro, che ripercorra un percorso francescano, ma offrono la possibilità di inserire sul laterizio il nome, cognome e la città di provenienza di chi accetta di aderire. è la solidarietà 2.0, mista a quello spirito di protagonismo ormai necessario, anche in una occasione decisamente drammatica, come quella al centro del progetto.

Un tratto della mattonata
Il "Mattone per Assisi", infatti, era reclamizzato come una possibilità di contribuzione alla ricostruzione della città, colpita qualche settimana prima da un tremuoto notevole, che fece molti danni anche alle attrazioni principali della città francescana, e ovviamente agli ingenti introiti realizzati con santini, guide, parcheggi, souvenir, ristorazione, et similia; coinvolti anche Mengacci e Castagna nelle operazioni pubblicitarie, l'iniziativa ebbe un discreto successo: più di 80.000 persone, da tutte le parti del mondo, infatti, sottoscrissero la donazione.

Così l'effetto è sicuramente suggestivo, anche se i nomi compaiono per i primi 700/800 metri della camminata, per poi svanire diverse decine di metri prima della piazza di accesso alla cittadina. non si tratta di opera demoniaca, però, ma della semplice evoluzione di una vicenda tutta umana e simile a tante altre che possiamo rintracciare in "ambito mattone" nel nostro bel Paese. Ad Assisi, in particolare, succede che la società privata di cui sopra ("Stadio 2000" è il nome, diretta da un ex arbitro poi condotto al Regina Coeli) dichiari fallimento esattamente dopo aver incassato il denaro delle donazioni, e che il Comune sia costretto a comprare - con i soldi di tutti i contribuenti - i mattoni mancanti, oltre ad occuparsi dei piccioli necessari alla realizzazione pratica della strada. Sono, naturalmente, seguite indagini e piccoli scandali, ma non è il caso di approfondire in questa sede.

Il tutto ricorda gli aneddoti da leggenda metropolitana delle fregature prese in certi quartieri, quando ti si offre il cellulare ultimo modello e te lo rimpiazzano poi con un simpatico e calibrato mattone. Pacco con mattone, direi...

http://www.assisimattonata.com/default.asp
http://dust.it/articolo-diario/il-sentiero-delle-tentazioni/
http://www.dooyoo.it/guide-metropolitane/assisi-citta/340499/