14/12/09

I passi per Bologna




I passi per Bologna sono eco per porte curiose,
le vie, greppie colme di respiri nel freddo.

Ogni finestra pare che occhieggi gli sguardi
ferma sull'ultimo ospite del treno barcollante.

Passaggero moderno in un'aria lontana,
son figlio della torre come levo occhi e passo.

E' un cielo che non piove, questo,
ma lana sospesa su grovigli di pensieri
che si pettina in cima, ride ad aprile
e d'ogni sua lacrima fa nota ne' portici.

03/12/09

Caduta e ascesa




Quando ho perso la fede in dio
mi sono sentito tradito.
Quando ho perso la fede nell'uomo
mi sono sentito solo.
Quando ho perso la fede in me stesso
mi sono sentito morto.

A quel punto ho ricominciato ad imparare

che non ho bisogno di un dio
se non temo un demone,
che gli uomini sono tutti stelle
che vediamo brillare solo da una metà
e che la morte è un punto d'arrivo
per un viaggio che non deve far paura.

15/11/09

Fiammarabbia






La fiamma che mi brucia adesso
è solo il pretesto per provare
a non farmi bruciare
dal prossimo incendio.

27/10/09

Matisyahu: prove tecniche di secolarizzazione?

un'altra delle prove sulla teoria di secolarizzazione delle religioni monoteistiche mi arriva da una riflessione di oggi: ascoltando Matisyahu, per la precisione.

Questo simpatico ragazzo della Pennsylvania riesce a vendere dischi ispirandosi alla Torah e agli scritti sacri del suo credo ultraortodosso Lubavitch. Vende dischi anche a chi non è del suo credo. in tutto il mondo. guadagnadoci anche discreti soldini.

il fatto che la sua musica, a mio personal dire, sia indubbiamente ben fatta, gioca a suo favore, perchè gli permette di vendere praticamente in ogni dove; il fatto che i suoi testi abbiano un'ispirazione religiosa, e che vendano nei circuiti mondiali, è la genialata. perchè con un testo religioso, non ci arrivi tanto lontano o per tanto tempo.

In questo caso, questo sorridente barbone, che mangia kosher e stoppa le interviste per pregare il suo dio, ti mette insieme pop e god, tesi e antitesi. come dire pope e go, reazionario e rivoluzionario. In un unico soggetto che provvede, inevitabilmente, a portare fuori un po' della cultura che c'è nei suoi testi ispirati alla torah. e questo diffonde le idee, spinge i curiosi anche a leggere, a prendere in mano libri o frasi, a provare a capire cosa sono quei testi e perchè sono così.

Meraviglioso. in questo passaggio logico-sociale avviene il disclioglimento della rigidità imposta dalle chiese: in maniera molto più veloce rispetto alla secolarizzazione iniziata dal secondo dopoguerra si diffonde l'idea di una fede possibile, morbida perchè comoda ma lo stesso forte e meritevole di attenzione da parte dell'altissimo di turno. perchè qui non si tratta più di abbracciare una fede, in quanto il punto di partenza è la musica. nella storia delle chiese, è sempre il credo a generare la musica, mai il contrario. adesso possiamo notare che i ruoli di attivo e passivo si sono scambiati: infatti il conto (o meglio, il canto!) non torna. non si può partire da un cantante visto su youtube e finire in moschea, in chiesa, in sinagoga. o comunque, è molto più probabile che succeda il contrario: fatevi un conto di quante band cattoliche esistono, e poi contate anche quante volte un artista di successo ha inserito, nei suoi testi, pezzi di preghiere. la sproporzione è evidente.

conclusione immediata: come la chiesa cattolica sta evidentemente e finalmente perdendo l'esclusiva nella gestione della mentalità sociale, lo stesso accade alle altre religioni monoteiste. concetto che conferma la grande fase di cambiamento che stiamo vivendo, con i relativi estremismi che ne derivano.

26/10/09

IL GRIGIO SVESTITO




Stanco come un panno scolorito
mi sfilo, libero la matassa,
sciolgo la trama, scordo l'ordito:
il grigio è svestito e la notte passa.

08/10/09

MENO MALE CHE LA CORTE C'È



Non ero sì contento da quando mi son reso conto che una certa sentenza testimoniava le amicizie mafiose di Andreotti...



So che in tanti hanno già trattato o tratteranno, anche in maniera più intelligente del sottoscritto, del pomeriggio di ieri, dell'attesa e della pronuncia finale della Corte Costituzionale su quello che mi piace chiamare Lodo Tafàno; ma sono anche a conoscenza del fatto che, nella mediocrità della riflessione contemporanea, mancherà sempre l'arguzia capace di cogliere quelle piccole sfumature che ti permettono di inquadrare meglio il discorso, e di sorridere di fiducia anche se l'evento in sè e per sè ha il sapore del gol della bandiera.

Chiarisco l'ultima espressione, perchè non è riduttivo l'intento del suo utilizzo all'interno di questo discorso, ma semplicemente realistico: stiamo parlando di un soggetto che ha fatto il bello ed il cattivo tempo del Malpaese da qualche anno a questa parte e che ha interessi in praticamente tutti i campi dello scibile umano a parte quelli collegati alla decenza, un uomo i cui consiglieri sono parlamentari part time della Repubblica e suoi difensori nella restante parte del loro tempo. UN UOMO, SILVIO BERLUSCONI, CHE PUò FARE QUELLO CHE VUOLE. é un uomo che ha trionfato su tutto, come se fossimo alla fine del primo tempo e lui stesse vincendo 5-0. Contro tutti noi.

Quindi questa Sentenza della Corte Costituzionale ha il suono di una campana che non suonava da tempo immemore, tanto che ci si era abituati a dire "Ecche ci devi fare, tanto mica cambia qualcosa"; è il suono, giusto per continuare ad usare termini rubati dal mondo del calcio, del fischietto dell'arbitro che conferma un gol: il nostro gol contro lo squadrone imbattibile.

Elevando il piano della riflessione ed uscendo dai campi d'erbetta, vorrei chiudere questo intervento con il pensiero che, in realtà, dovrebbe essere il cardine del tutto: cioè il fatto che, in occasione di questo pronunciamento della Corte, chi crede nella Giustizia ha il diritto di sentir di aver trovato un baluardo. Uno scoglio che, nonostante tutto e tutti, ha ancora il diritto e l'autorità - perchè si basa su principi abbastanza inaffondabili - per dire NO alla condotta truffaldina di certa gente.

Se Silvio dice che si tratta di uso politico della Giustizia ben venga: lui ne ha fatto un uso PERSONALISSIMO, sia della Giustizia, che dei Media, che del potere politico e di quello Legislativo; tale serie di cose è ben più grave di tutte le fesserie sulle percentuali di italiani che lo sostengono, che lui va urlando al telefono dai suoi vari leccapiedi: non si è mai visto un Presidente del Consiglio che telefona in trasmissioni televisive e radiofoniche pubbliche e private, per commentare la sentenza di un organo costituzionale che lo ri-proietta al centro di due processi. Giustificandosi. Accusando tutti. Lui è tanto preso dall'ira che non si accorge neanche di quanto sbaraglia se stesso quando si lascia andare a certe affermazioni sulla Bindi di turno, sui magistrati e sul Capo dello Stato.

Pessimo Berlusconi, un venditore di frutta e verdura avrebbe molto più stile, financo nell'urlare che la propria merce è cara non per colpa sua che vuole ritoccare al rialzo, ma per la cattiva annata. Lui no, anche a Dio darebbe la colpa, pur di salvarsi/sottrarsi.

Allora, meno male che la Corte c'è; e, quando batte il colpo, si sente. Eccome.


http://it.wikipedia.org/wiki/Lodo_Alfano#Giudizio_di_costituzionalit.C3.A0


http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=88876&idCat=120


http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-12/lodo-7ott/lodo-7ott.html

03/10/09

PIOGGIA, FANGO E LACRIME

Sarebbe inutile parlare di tragedia annunciata, di disastro preparato o di altre formule che giornalisti e non utilizzano per i loro titoli...inutile, banale e ripetitivo.

Sarebbe anche altrettanto assurdo non rimandare indietro il nastro dei ricordi ai giorni immediatamente successivi al 6 aprile scorso, quando si cominciò ad insediare in tutti noi la paura che una enorme parte dei morti e degli sfollati d'Abruzzo stesse pagando un prezzo stabilito da appalti ballerini, da perizie con l'occhiolino e da carte riempite solo di parole e firme. Qualcun altro aveva stabilito che un sisma di una certa portata non sarebbe stato un problema, o semplicemente non ci aveva pensato

Adesso che il fango che viene giù dai Peloritani e fa sparire tutto, pare che questa scena fosse già stata vista; lo stesso Bertolaso aveva ricevuto documenti e rilevazioni su quella zona ben due anni fa, assieme alle urla continuamente allarmate dei vari Comitati di cittadini contrari alla costruzione del ponte sullo Stretto. Eppure nulla, come al solito: i conti, in questo Paese, si fanno sempre dopo che qualcuno ha pagato nella peggiore delle maniere. E, soprattutto, dopo che una classe politica ottusa e delinquente promette opere monumentali e legate solo alla campagna elettorale.

Possiamo, nell'ignoranza dei retroscena e nella pietà per il disastro che si consuma dentro i nostri televisori, sovrapporre, come in un esame di risonanza magnetica al contrasto, le due immagini: Abruzzo e questa parte della Sicilia. Pare che tutto combaci, in quanto si tratta di una foto identica del Malpaese, come ben lo definisce Giovanni Valentini:

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/maltempo-previsioni/no-calamita/no-calamita.html

Una foto che fa capire, se non altro, che ci sono interessi quotidiani che vengono prima di quelli a lungo termine - specie se dubbiosi come quelli megalomani di questi ultimi anni - e che fa montare ulteriormente lo sdegno per la distanza totale, nei confronti dei cittadini, da parte dei soggetti deputati a farlo.

Un minuto di silenzio non basta, perchè non fa tornare indietro i morti, perchè non calma le lacrime di cerca i suoi dispersi, e perchè non serve a cambiare il malcostume e la mafia-politica che ci ha portato fino a qui.

18/09/09

UNA TESTIMONIANZA DAL CENTRO DEL DRAMMA

Leggo con piacere le parole di Anna, bravissima blogger d'Abruzzo e attenta osservatrice della realtà del dramma del post-6 aprile. Alla consegna delle case agli sfollati lei c'era, e ci racconta un punto di vista che, ovviamente, i media normali non hanno dato danno nè ci daranno.

Riporto con piacere il suo scritto in maniera integrale, rimandandovi alla lettura del post originale (corredato di foto) e consigliandovi vivamente di leggere il suo blog con frequenza.

http://miskappa.blogspot.com/2009/09/berlusconi-ad-onna.html

"L'arrivo del presidente era previsto ad Onna per le 15,30. Alle 14 ero già lì. Decisa ad entrare fra e con i cittadini. Cittadini pochissimi, spiegamento enorme di forze dell'ordine e protezione civile e croce rossa e dame di carità e misericordia e tantissimi giornalisti. Entro senza problema. Mi accolgono le macerie di Onna che vedo, dal vivo, per la prima volta. Una curva, si apre davanti a me lo scenario delle casette mobili. Villaggetto colorato, fiori alle finestre. Il prato solo davanti ad una casa, quella che servirà per il set. Le altre hanno terra battuta coperta di paglia. Mi avvicino, apro una porta e varco l'uscio. Vedo un'abitazione che mi fa pensare ad una roulotte, ma decorosa e vivibilissima. Mi guardo intorno in cerca di cittadini. Nulla. I comitati avevano preparato degli striscioni e stavano arrivando alle 14,30, come da appuntamento. Decido di tornare all'ingresso del paese, dove si era stabilito di incontrarci. Appena arrivano i ragazzi del 3e32, la polizia si fa avanti. L'ordine è quello di non farli passare. E li bloccano. Io sono dall'altra parte. Dentro. Auto blu, sirene. Arriva Bruno Vespa. A seguire il presidente. Qualche cittadino arriva alla spicciolata. Mai avevo visto Berlusconi dal vivo. Fa impressione: una statua di madame Tussauds è molto più espressiva e mobile. Suda. Entra nell'unica casina col prato davanti. Mi rendo conto di essere invisibile. Ma voglio parlargli. Aggiro la casetta per raggiungere un'altra entrata. Improvvisamente un gruppo di signore, mai viste alle riunioni dei comitati, srotola uno lenzuolo, debitamente conservato in borsa. A seguire un altro. Recitano quello che vedete nelle foto. Il presidente esce dalla casina ed urlo con tutta la voce che ho, lui è lì a due passi, "presidente, venga a parlare con i cittadini", "presidente venga a sentire le nostre istanze". Subito un nugolo di poliziotti mi oscura, ma ora urlano anche le altre, "presidente, esistiamo anche noi, non solo i cittadini di Onna, questo non è un teatro, 50.000 sfollati chiedono di rimanere sulla propria terra". Lui suda e si allontana verso l'asilo. Qui iniziano i discorsi di rito. Ma intanto la stampa si è accorta di noi. E ci intervista. Sento degli applausi, voglio vedere chi applaude, se è Aquilano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma gli applausi ci sono, escono da un altoparlante. Come in una sit com. Dopo il nauseante discorso del vescovo Molinari, che d'amblé riconcilia i vescovi con il malcostume presidenziale, esaltando l'uomo del fare,il nostro decide, vista la protesta, di abbreviare la cerimonia e, sotto i fischi, si allontana. Nel frattempo, sono riusciti ad entrare, attraversando i campi, anche i comitati, con un altro striscione. La festa è finita. Noto che l'ottanta per cento dei presenti era gente di fuori, in divisa. Ma noi, stavolta, ci siamo fatti sentire. Incredibile, ci sono riuscite le donne delle nostre frazioni. Le massaie, mamme di famiglia. Qualcosa si sta muovendo. Non so cosa si riuscirà a vedere in televisione della nostra protesta. Probabilmente poco o nulla. Ma c'è stata. Ora tutti a Roma, per la manifestazione di sabato. Per la libertà di espressione. E per reclamare il diritto di vivere in un Paese democratico."

Grazie ad Anna, per la preziosa realtà della sua testimonianza e per la combattività della sua mano e della sua penna.

17/09/09

AL BLUFF, AL BLUFF!



Con una certa frequenza, e con una certa veemenza, il premier Berlusconi spesso si pronuncia contro gli usi personali e personalistici della tv di stato, la quale non si dovrebbe permettere mai di criticare il Governo (ma quest'ultimo legge la parola "criticare" e la interpreta come "attaccare"). A parte la palese contraddizione di questo tipo di logica,

CIOÈ IL FATTO CHE "TV DI STATO" NON È SINONIMO DI "TV DI GOVERNO", PERCHÈ IL FATTO CHE SIA PAGATA CON LE TASSE DEI CITTADINI VUOL DIRE CHE DEVE LASCIARE SPAZIO A TUTTA LA PLURALITÀ DEI SUDDETTI DI ESPRIMERSI, E IN SPECIAL MODO A QUELLI CHE SI FANNO DELLE DOMANDE SUL MODO ALQUANTO STRANO DI AMMINISTRARE LA COSA PUBBLICA,

Sembra anche che il discorso si possa applicare a tutti media che, a qualunque titolo e a torto o a ragione, osano mettere in dubbio l'operato del Governo o di chi per lui.


Quanto pubblicato stamattina dal quotidiano "repubblica", nella sua versione on-line, è illuminante, a tal proposito: alla pagina web

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/brunetta-espresso/brunetta-espresso/brunetta-espresso.html

troviamo la notizia che Brunetta usa il sito del ministero
per replicare alle accuse dell'Espresso.

E, SECONDO VOI, IO NON ANDAVO A CONTROLLARE? Quindi mi reco su www.google.it, metto in ricerca dopo aver digitato "ministero per la pubblica amministrazione e dell'innovazione" (si, si chiama così...) e scopro che all'indirizzo istituzionale http://www.innovazione.gov.it/ campeggiano, sotto la scrittona "Governo italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione":

- un carattere ENORME che recita "IL BLUFF DELL'ESPRESSO";
- un file .pdf con l'inchiesta incriminata;
- un file .pdf con la replica PUNTO PER PUNTO "agli errori e inesattezze del giornale";
- un video con la conferenza stampa in cui il ministro Brunetta replica all'Epresso;
- un link (incredibile ma vero) al forum del sito della PA in cui poter commentare l'accaduto.

Ah, in fondo alla pagina succitata c'è anche un linkino (dimensione del carattere, 10/11,5 , credo) alla homepage del sito che in realtà noi eravamo andati a cercare a inizio di questa vicenda.

Incredibile, folle: si è usato il sito pubblico di una pubblica amministrazione per replicare ad personam ad un servizio di una rivista. Su un pubblico sito web istituzionale!!!

L'Espresso ha già controreplicato: "Il bluff è lui"; ma il punto, ovviamente, non è questo.

Se la maggioranza di noi si chiederà chi davvero bluffa, a me di chi sia il truffatore non me ne frega nulla: la cosa importante, a mio modesto e inutil parere, è capire come mai si rendano sempre necessarie queste pagliacciate mediatiche, per risolvere questioni di libertà di stampa? E dai, Renatino, sei un istituzionale: non ti abbassare al loro livello: se hanno detto delle fesserie ingiustificate, agisci con i mezzi a tua personale disposizione, non con quelli pubblici che ti sono messi in mano per amministrare il Paese. Per dirla alla romana: "Stai a dì na frescaccia? Bene: mò te querelo!". Invece si utilizzano spazio e soldi pubblici (leggi "MIEI") per puntarsi il dito addosso come i bambini al parco.


NON IMPORTA CHI BLUFFA, L'AMAREZZA RIMANE.

14/09/09

SE BERLUSCONI APRE LE CASE, BALLARò CHIUDE

La prima rete e la terza si guardano in cagnesco, e suona strano perché da un lato c'è un(a) Vespa e dall'altro un Floris; giochi di parole a parte, siamo alle solite, in tema di televisione e conflitti più o meno di interessi: il programma "Ballarò" non sarà trasmesso, stasera, in quanto Rai Uno deve dare spazio (largo larghissimo) alla consegna delle prime 94 abitazioni ad alcuni cittadini abruzzesi colpiti dal sisma dello scorso aprile. Consegna Berlusconi. Conduce (ovviamente) Vespa. In diretta. Su un'altro canale. Quindi si sposta tutto. Ma come, "Quindi"?

Una e-mail, 48 ore prima della puntata, e la trasmissione condotta da Floris salta. Slitta, nonostante oggi, martedì, sia l'usuale giorno dell'appuntamento sulla terza rete nazionale. Polemica al napalm nelle ore scorse, e toppa al mastice scadente apposta su una rete Mediaset a caso, Canale 5, dove anche Matrix non sarà stasera presente sul palinsesto «Per ragioni tecniche» legate all'allestimento del nuovo studio e alla realizzazione della nuova scenografia del programma. Un specie di "Chiuso per rinnovo locali" posticcio, messo lì giusto per mettere a tacere una parte delle polemiche e per non fare pensare che tutta l'operazione si stata fatta con un certo gusto di premeditazione.

E SPERANO CHE CI SI BEVA QUESTA FESSERIA DEL RINNOVO DELLE SCENOGRAFIE, SU UN PALINSESTO (CHE è UNA DELLE ATTIVITà UMANE PIù PROGRAMMATE E MENO SOGGETTE A VARIAZIONE) SOLITAMENTE BLINDATO, DI BEN DUE PUNTATE?

VORREBBERO FARCI CREDERE CHE SI SONO FATTI MALE I CONTI PER DUE PUNTATE DI UN PROGRAMMA SEGUITO COME "MATRIX"? PROPRIO IN OCCASIONE DI TUTTA QUESTA FACCENDA FRA LA RAI E "BALLARò"?

INFINE, PENSANO CHE NON SI ARRIVI A CAPIRE CHE UN EVENTO COME QUELLO DELLA CONSEGNA DELLE ABITAZIONI SIA UNA NEWS DELL'ULTIM'ORA, NON PROGRAMMABILE E NON ORGANIZZABILE (ALMENO SULLE RETI CHE FANNO PARTE DEL PACCHETTO PUBBLICO) SENTENDO I DIRETTORI DELLE MEDESIME PER STRAVOLGERE IL MENO POSSIBILE I LORO PALINSESTI?

"Per Ballarò non c'è alcun problema, è solo uno spostamento che abbiamo ritenuto opportuno visto il tipo di evento e per non far sovrapporre due programmi di approfondimento", ha detto il vice Direttore Generale del Servizio Pubblico, senza manco sentire le bestemmie di chi a Ballarò ci lavora. Ma come: una volta tanto che gli italiani potevano avere la possibilità di scegliere addirittura fra due-e-dico-due programmi di approfondimento che vanno in onda in contemporanea (chissà da quanto non succedeva...), dai vertici della RAI dicono che si sarebbe potuto sviluppare un conflitto? Cos'è? Forse le antenne non sopportano il peso dello smaccato servilismo di Vespa sommato al chiasso del rissoso salotto di Floris?

Eppure il dubbio sulla necessità di spostare la prima puntata della stagione di Ballarò rimane: era necessario? per una diretta televisiva di chiara funzione propagandistica per il Governo e la sua politica? E i telespettatori non possono manco decidere autonomamente cosa guardare?

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-3/polemica-ballaro/polemica-ballaro.html

http://www.corriere.it/politica/09_settembre_14/matrix_rinvio_trasmissione_2f9b184a-a156-11de-9cad-00144f02aabc.shtml

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-3/maltese-15set/maltese-15set.html

13/09/09

AI BAVARESI PIACE ECO


Illuminati, i tedeschi, da sempre; un passo, o qualcosa in più, avanti, rispetto a noi mediterranei. Sarà il sole, sarà il freddo dell'Europa, ma i cittadini ex divisi dal Muro godono sicuramente di una situazione sociale, politica ed economica che, da queste parti, si fa gran fatica solo ad immaginare.

Prendi la questione energetica, per esempio: qui abbiamo Ministri e presidenti di società che spingono per il ritorno alle vecchie forme di energia per fronteggiare i nuovi e colossali bisogni. Carbone, gas e nucleare per gli anni duemila. Invece nell'Europa un po' più a nord stanno facendo i conti in maniera diversa.

Prendi, quindi, a mò di esempio, la ricca città di Monaco di Baviera; sud della Germania, ma nulla a che vedere con la distanza sociale e economica che in Italia associamo abitualmente alle regioni che stanno più vicine alla "S" della mappa che al centro della stessa: un milione di abitanti, grandi industrie, arte e cultura e una qualità della vita discretamente cara ma decisamente alta. In questa città si è pensato di spegnere l'atomo e di buttare via la carbonella, e la data del switch off dovrebbe essere il 2015, per l'utilizzo civile, e una decina di anni dopo per quanto riguarda l'approviggionamento industriale e commerciale.

Stiamo parlando dell'annuncio del borgomastro bavarese (Christian Ude, socialdemocratico in alleanza con i Verdi locali), avallato dal numero uno del Governo tedesco, Angela Merkel. Si sta puntando sullo sviluppo sostenibile del Paese, con una particolare attenzione alle fonti rinnovabili e alla graduale dismissione dei grandi impianti a carbone e nucleari. A Monaco, sul fiume Isar, luccicante striscia che attraversa la città, sorge un grosso impianto elettrico: sono le strutture come questa, che saranno spente fra pochi anni per far posto a centrali eoliche, a celle fotovoltaiche e idroelettriche.


Il progetto è ambizioso, si tratta infatti di 750mila famiglie da rifornire, per un totale di 2,5 miliardi di chilowattora all'anno, per il primo step della missione ecologica bavarese, che si trasformerebbero in 7,5 miliardi una volta a regime ottimale. Le mani tecniche sono quelle della locale Stadtwerke Muenchen (Swm), già impegnata nella costruzione di impianti eolici nel Mare del Nord, e della stessa Amministrazione di Monaco la quale dovrà investire circa mezzo miliardo di euro ogni anno per seguire questo progetto. La cifra è enorme, ma c'è, assicurano, e viene proprio dall'energia che si cerca di abolire: quella, cioè, della centrale nucleare "Isar2", i cui ricavi saranno investiti ad hoc. Tanto, questa struttura dovrà chiudere i battenti entro il 2020...

La direzione del governo tedesco, con questo esperimento (che è solo un po' più grande di molte altre microsituazioni già attive e autonome, energicamente parlando) appare chiara e lodevole. Attendiamo con fiducia gli esiti di questa importantissima scommessa e bacchettiamo le mani ai nostri governanti, i quali, anzichè prendere esempio da una politica illuminata come quella bavarese e tedesca in generale, puntano ancora sui rigassificatori e sul nucleare. Al solito, per guardare avanti, ci si gira indietro...


http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/ambiente/monaco-ecologica/monaco-ecologica/monaco-ecologica.html

http://www.ecologiae.com/monaco-di-baviera-stop-al-nucleare-energia-ecologica-2015/8894/

http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2009/09_settembre/12/germania_cittadini_monaco_dal_2015_useranno_solo_energia_pulita,20683710.html

08/09/09

PER UNA VASCA DI TROPPO


Quando è troppo è troppo: adesso vorrebbero anche privarci delle tradizioni che hanno fatto la nostra Sicilia la bella terra che tutto il mondo ci invidia!

Vi pare che sia possibile arrestare qualcuno che si mangia in santa pace un bel cannolone di ricotta di mezzo chilo, oppure per un favore chiesto ad un amico per un amico che vorrebbe entrare in Comune perché mò tiene famiglia "e comefaiadarrivareafinemesesenonhaiilpostofisso" ? Di tradizione si tratta, e le tradizioni non si toccano!

Eppure succede che nella nostra bella Trinacria, ormai ti arrestano anche per cose che i nostri avi Siculi e Sicani ci hanno tramandato, e che fanno parte del noshtro DNA come la caponatina e la pasta con le sarde!

Esempio? Giusto ieri, dalle parti di Palemmo, a Bagheria, per essere esatti, due giovani sono stati arrestati perché stavano abbandonando (e che è un cane, che la abbadoni?) una vasca da bagno in alluminio e una porta di fronte all'ingresso una famosa villa del '700 (Villa Sant'Isidoro).

Arrestati, e gli hanno pure sequestrato la vettura con cui hanno commesso l'illecito!

Ma signori Carabinieri, che forse non lo sapete che in Sicilia c'è ancora caldo? E che magari i due amici si stavano preparando una bella doccia o un bagnetto fresco, con veduta artistica e naturale inclusa? Ma quale abbandono di rifiuti, noi siciliani i rifiuti li facciamo marcire sotto casa (alle volte li incendiamo, la Campania insegna...) o li affidiamo alle società regolarmente gestite dalla mafia che regolarmente non li differenziano e li mettono sottoterra o li scaricano in mare o li mandano in Cina. Questa cosa di arrestare persone a destra e manca è non-igiene preventiva anzichenò! Per una vaschetta da bagno, poi...

"E la porta?", qualcuno potrebbe chiedere; ecchecivogliamofare il bagno con la gente che passa e vede? La porta, la si porta per chiuderla mentre ti insaponi e ti sciacqui, è ovvio!

Ma roba da matti...


http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/RIFIUTI-VASCA-DA-BAGNO-IN-STRADA-2-ARRESTI-A-PALERMO/news-dettaglio/3713948

07/09/09

LACRIMA DI MONDO




Sei riflesso
di lacrima lontano.

Specchio di sole
che mai m'illumina,
mondo di sogno
che notte mi turba.

Lacrima perduta
che resta liddove
le lacrime nove
nessuno m'asciuga.

26/08/09

PERDONALO, PERCHE' SA QUELLO CHE FA (o almeno ce lo vuole dare ad intendere)


Entrare in un edificio sacro in un certo giorno ed essere sinceramente pentiti: tanto basta per avere la remissione totale dei peccati, altresì detta indulgenza plenaria. La Chiesa Cattolica Romana non è nuova a questo tipo di procedure - fino a qualche annetto fa era suffiente anche pagare per espiare i propri, anche gravissimi, peccati - e proprio il prossimo venerdì si verifica un evento interessante che è arrivato alla sua 714° edizione: la Perdonanza Celestiniana, nella città di L'Aquila.


Poteva, ad un evento di questa foggia, non manifestarsi anche il buon vecchio Berlusconi, con l'intento buonista di farsi condonare in blocco chissà quante e quali porcate collezionate in anni di condotte ambigue e illegali? Certo che no! E come avrebbe potuto mancare una sì ghiotta occasione, lui che è un abitueè del condono in ogni sua forma? Quindi ci sarà, e proverà ad avere anche l'appoggio della Santa Sede, con un colloquio riservato con il prode card. Bertone.

Quest'ultimo ha già provato a precisare che l'incontro è stato chiesto da Silvio, e non da Dio o da chi lo rappresenta su questa terra, e che comunque sarà formale - e non riservato - solo per via dell'alta (si fa per dire) carica che Berlusconi rappresenta. Almeno nei rapporti con Dio, se le può scordare le vie preferenziali...

"Se il premier non cambia stile di vita l'incontro della Perdonanza non avrà nessun effetto", fanno sapere liddove possono parlar con Dio e, sempre dal Vaticano negano al berlusca anche la sola idea della riparazione dai peccati, in quanto il Cavaliere non potrebbe neanche avere accesso al sacramento della Comunione, perchè divorziato.

Ah, comunque: qualcuno spieghi al Premier che, per il tipo di peccati che ha commesso lui, non serve l'indulgenza di Dio, ma l'assoluzione del Giudice...

05/08/09

LA NOTTE URLANTE




M'afferra un Demone incolore,
sussurra urla nere senza suono.

M'adagia in un letto di spine,
m'avvelena l'sangue di frenesia.

Il feto che ero non mi protegge,
il mio corpo non m'appartiene più.

Sudo disperazione, sfioro il panico,
cerco calma e attraverso convulsioni.

Canto preghiere afone e senza dio,
solo sono, nel sole di mille eclissi.

Seguo un fantasma nel mio specchio,
in piedi, la casa, un bagno di silenzio.

Mi sciolgo in gocce di mercurio pazzo,
di nuovo, mercé dell'urlante notte.

Com'Arcano mi penso, poi, mi giro,
e alfine Lui cessa l'suo nero grido.

Sorrido di vittoria, bimbo empio,
abbraccio il nulla sicuro del mio sonno.

21/07/09

I DODICI BRUTTI


Or che un altr'anno ci lascia'l suo segno,
or che più d'ieri di vita sei pregno,
par che saggezza, s'appressi e t'appaia,
si! par vero, ma è solo vecchiaia...

Col verso ti canto, pur se canzono:
a Francesco, a Francesco
di brindisi un tuono!

Giacchè i dodici mesi, che passan, che vanno,
son loro i brutti, e a te bello ti fanno!

Ier sera mi trovato convitato ad un festeggiamento di compleanno, e l'ispirazione ha fatto irruzione nella stanza regalandomi questo scherzo in rima che ho prontamente decantato al festeggiato in mezzo ad una selva di calici ebbri di vin bianco. Auguri, Francesco.

20/07/09

HOUSTON, ABBIAMO UN DUBBIO


Qualche anno fa, ma fra qualche ora, si compie un anniversario importante nella storia del genere umano: fra tutte le fesserie che abbiamo fatto, c'è stata anche quella di mettere piede sul satellite più argenteo e mitico, nonchè unico, che abbiamo: la Luna.

Ad ogni anniversario, da qualche tempo a questa parte, (nel 2009 sono ben 40, da quel 21 luglio 1969) le teorie cospirazioniste che vogliono l'allunaggio tutto finto e registrato si fanno vive con nuove prove e sconvolgenti coinvolgimenti; non avendo ancora studiato per bene la questione, non mi pronuncio e non sciolgo la riserva sul mio dubbio - che sempre e comunque è presente in qualsiasi occasione - vi propongo una interessante notizia, in cui solo oggi nel mio scartabellare mi sono imbattuto.

Si tratta di una cosetta notevole in quanto potrebbe aprire delle prospettive e confutare un po' delle ipotesi, almeno di quelle più accese, sulla veridicità o meno dello sbarco sul nostro satellite: esiste un sistema di specchi, depositati e collimati sulla Luna da diverse missioni made in Nasa (3, tutte del gruppo Apollo) e da una di quelle made nell'ex Falce&martellolandia.

Questi specchi (si tratta in realtà di riflettori composti da un sistema di prismi, nel numero di circa 200 per ogni struttura) hanno il compito di fornire l'esatta distanza fra il nostro pianeta e la Luna; come funziona, però, il meccanismo? Semplicemente, così come ad intuito può funzionare uno specchio: riflettendo un fascio di luce (polarizzata, nella fattispecie, quindi laser) che viene "sparato" ad alta potenza dalla Terra.

L'attuale misura della distanza fra terra e luna (384.400 chilometri circa) è ottenuta, oltre che con calcoli diversi, anche e soprattutto con questo sistema di riflessione; tra l'altro, qualche giorno fa un ricercatore dell'Università di Washington ha messo a punto uno strumento che verrà applicato sul telescopio ottico dell'Apache Point Observatory (http://www.apo.nmsu.edu/) capace di aumentare la potenza del laser di parecchie migliaia di volte. Stiamo parlando di un impulso da un gigawatt, un miliardo di watt!

Serve una maggiore potenza in quanto il fascio di luce polarizzata è ben collimato, ma durante il tragitto disperde una enorme parte delle sue componenti; già nel solo viaggio di andata, va a segno solo un fotone ogni trenta milioni. La luce che si ottiene in ritorno è, quindi, solo una piccolissima percentuale di quella inviata, con il risultato che la stima della distanza Terra - Luna ancora ha un margine di errore di ben un centimetro circa.

Ecco l'articolo di riferimento:


Se permane il dubbio sul fatto che il piccolopassoperl'uomomaungrandebalzoperl'umanità sia stato fatto in realtà dentro uno studiolo di Hollywood, almeno una sicurezza in più sul nostro satellite la avremo, e con una approssimazione di un millimetro! Almeno possiamo festeggiare questo...

19/07/09

IL SILENZIO E LA MEMORIA




Art. 416 Associazione per delinquere
Quando tre o piu' persone si associano allo scopo di commettere piu' delitti, coloro che promuovono o costituiscono od organizzano l'associazione sono puniti, per cio' solo, con la reclusione da tre a sette anni.
Per il solo fatto di partecipare all'associazione, la pena e' della reclusione da uno a cinque anni.
I capi soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori.
Se gli associati scorrono in armi le campagne o le pubbliche vie si applica la reclusione da cinque a quindici anni.
La pena e' aumentata se il numero degli associati e' di dieci o piu'.


Ci sono persone che dovrebbero rimanere almeno un minuto in silenzio, in questo giorno. Ci sono, poi, altre persone che dovrebbero invece rimanere in carcere da tre a sette anni, se non vigesse una legge che dimentica i crimini dopo un tot di tempo. La chiamano prescrizione, ma in questo Paese di bifolchi altro non è che una scappatoia facile e sempre disponibile per evitare di pagare il prezzo di certi comportamenti.


Una delle persone del secondo
gruppo, quello di chi non paga, è

Giulio Andreotti,

Senatore della Repubblica italiana e perenne radice marcia nel giardino della democrazia italiana. Un soggetto losco, poco chiaro e fastidiosamente sibillino. Un soggetto che fino al 1980 ha intrattenuto rapporti concreti, stabili e duraturi con la vecchia guardia di Cosa Nostra. Un soggetto che siede ancora in Parlamento (e purtroppo ci siederà fino a quando Iddio non lo chiama a render conto delle porcate che ha fatto) e che parla e decide per noi gente onesta.

A lui e a quelli come lui dedico tutto l'odio di cui sono capace, in questo giorno di memoria per un Eroe non ignoto a cui le stesse istituzioni - per colpa delle quali è rimasto solo - rifiutano financo un omaggio di pochi giri della lancetta dei minuti. A lui e a quelli come lui indirizzo la mia vergogna di cittadino onesto, che sente la mancanza di gente come Borsellino e Falcone e di tutti quelli che la violenza della mafia e l'assenza dello Stato ci ha portato via. Lui, e quelli come lui, sono l'immagine di quello che gli Eroi antimafia cercavano e cercano di combattere nel silenzio e nel sudore dell'impegno quotidiano.

Lo Stat, buffone, corrotto e voltagabbana, non c'era neanche oggi, per la commemorazione di quel maledetto 19 luglio 1992. Vergogna, neanche la facciata hanno più intenzione a mantenere. Non gliene frega davvero più nulla. Vergogna.

Non cerco in questo post un collegamento diretto fra Borsellino e Andreotti, non mi serve una retorica presa di posizione sull'argomento. In questo giorno di memoria cerco solo di tenere a mente quello in cui credo (es. Borsellino) e quello che mi fa Strangoglio & Veleno (es. Andreotti).


« Quindi la sentenza impugnata, al di là delle sue affermazioni
teoriche, ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo
non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma
in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione. »











se volete un comodo pdf della Sentenza della Corte di Cassazione su Andreotti:

se invece vi basta il testo:

17/07/09

LACRIME DI SCROCCODRILLO


Dice che lo hanno visto santiare* in ascensore, dalle parti di Strasburgo, per via delle 290 Euro di diaria che il Parlamento Europeo fornisce ai suoi eletti: << Una diaria di 290 euro! ‘Sta miseria. Non ci si sta dentro. Questi non sanno cosa si prende al Parlamento italiano >>.

Come se il Parlamento italiano fosse indice di affidabilità, o come se ci possa vantare della qualità dei suoi componenti...

L'articolo di Repubblica.it che racconta della furia del Mastellone:

Giusto per avere chiaro qualche numero, i parlamentari europei hanno diritto ad una serie di emolumenti per loro e per chi lavora con loro (segreterie, collaboratori e altri soggetti che li accompagnano); fra stipendio e rimborso per le spese varie ed eventuali, e per un lavoro che tutto sommato non è in miniera o in officina, questi soggetti vengono retribuiti con somme che ad una famiglia italiana, nello stato di povertà media in cui si versa, sicuramente regalerebbero una boccata d'ossigeno e una certa tranquillità. Riassumiamo, per meglio capire le ire del ceppalonico:

  • 295€ al giorno per vitto e alloggio, più ulteriore rimborso calcolato in base alla distanza casa-aeroporto (3€/Km);
  • 7666,31€ lordi/mese (5700€ netti);
  • dopo 5 anni, finito il mandato, si ottiene la pensione;
  • 4402€/mese per spese generali: per averli bisogna essere presenti in aula almeno 7 volte all'anno; non è necessario rendicontare queste spese;
  • 17570€/mese per spese di segreteria, anche in questo caso non è necessario rendicontare nulla;
  • 4148€ per viaggi fuori dei rispettivi stati;
  • 149€/giorno (hotel escluso) per viaggi extra-ue;

  • Una importante nota: fino nall'anno scorso, i parlamentari europei venivano retribuiti in misura eguale agli stipendi e rimborsi che ricevono i loro colleghi che lavorano nei parlamenti nazionali. Manco a dirlo che si trattava di una situazione di grande convenienza, per gli italiani.

    Mastella è un viziato e un vizioso: viziato, in quanto è dai tempi della DC che sta in parlamento o in politica, (cambiando schieramento così tante volte che la sua pagina sulla Wikipedia italiana è lunga quanto quella dei Led Zeppelin!) tanto che, se un organo europeo decide una democratica misura di eguaglianza fra i suoi componenti, a lui si stringe il cuore perchè lo considera una miseria; vizioso, perchè vorrebbe continuare ad avere stipendi spropositati e rimborsi a sua discrezione, senza neanche rendere conto ai cittadini che, in fondo, oltre a dare a lui il potere di rappresentatività, gli riempiono il portafogli di soldi che loro non avranno mai.

    MASTELLA, SAREBBE IL CASO DI VERGOGNARSI PER QUELLO CHE HA DETTO...LE SUE PAROLE SONO UN'ULTERIORE TESTIMONIANZA CHE IL POSTO CHE OCCUPA ANDREBBE DATO A QUALCUN ALTRO, QUALCUNO CHE ABBIA ALMENO IL GARBO E L'INTELLIGENZA DI NON FAR TRAPELARE CERTE PAROLE A SPROPOSITO. RISPETTI LA GENTE CHE LAVORA, RISPETTI CHI LA VOTA, RISPETTI CHI FA IL PARLAMENTARE IN MANIERA SERIA.

    E POI, FACCIA UN ATTO DI RISPETTO NEI SUOI CONFRONTI. SI DIMETTA.





    *dal dialetto siciliano, il verbo "santiare" ha il significato di "imprecare nominando i santi, bestemmiare" (dal Vocabolario siciliano etimologico, italiano e latino, di Michele Pasqualino, disponibile all'indirizzo web


    10/07/09

    BURGER KING, NUOVO RIPIENO CON HINDU


    La pubblicità, in sè e per sè, non rappresenta mai un problema, in quanto si tratta di un sistema di promozione, più o meno subdola, che solletica le radici culturali dei luoghi dove si manifesta e che dalle medesime trae linfa e significato.

    Il problema sorge quando, come spesso capita, i pubblicitari si mettono in mente di travalicare i confini della logica mass-mediatica di cui si cibano incessantemente, e sbarcano come novelli Colombo in terre a loro culturalmente estranee. E si genera la polemica.

    L'ultima, pochi giorni fa: la comunità indù spagnola - ma non solo - ha sommerso Burger King di proteste e, in alcuni casi, minacce, per via di un pannello pubblicitario che ritrae Lakshmi - Divinità dell'abbondanza - in atteggiamento di adorazione verso un panino della catena di ristorazione veloce di Miami. Il panino è uno di quelli con la carne di manzo.

    Per gli hindu, la carne di manzo è sacra, in quanto l'animale stesso è intoccabile e protetto dagli dei.

    Ora, verrebbe da pensare: ma con tutti i creativi-pubblicitari-sociologivendutiedespertidicomunicazione che avete a disposizione, è possibile che siate capaci di incappare in un errore sì grosso?

    Due risposte, per quanto mi riguarda; la prima: "Si, siamo di Burger King e non ce ne frega nulla di quello che pensano gli adoratori di Shiva e compagnia bella, perchè, comunque, anche se ci creano qualche problema, per noi è sempre pubblicità e in un modo o in un altro, qualcuno in più comprerà le nostre pietanze. Dite a Kalì che si può attaccare, con tutte le mani che ha"

    La seconda risposta, quella ufficiale: "We are apologising because it wasn’t our intent to offend anyone".

    Buffoni. Con i semi di sesamo sulla testa. ma sempre buffoni. A certe certe cose ci si dovrebbe pensare, non siete comici con la licenza di fare satira, ma accalappiamasse sempre in cerca di nuovi mercati e nuove bocche da riempire. Sarebbe più saggio rimanere nel settore di vostra competenza, anzichè sconfinare senza rispetto in ambiti che non hanno nessun legame con il vostro lavoro. Ci sono cose che non potete mettere, dentro i vostri panini. Per il resto, spero che Kalù orienti tutti i suoi pollici verso il basso. E vi faccia una grossa pernacchia.



    07/07/09

    DOVREMMO CHIAMARLO "ONOREVOLE"?

    C'è un video di una trentina di secondi, su Youtube, che ha per protagonista l'ex parlamentare europeo (ma anche ex capogruppo leghista alla Camera) Matteo Salvini, il quale si lascia andare e quasi dirige un coretto da stadio che i tifosi ben conoscono:

    Senti che puzza, scappano anche i cani,
    stanno arrivando i napoletani.
    O colerosi, terremotati,
    voi col sapone non vi siete mai lavati.

    Poi, dopo lo sforzo canoro, si rinfresca la gola e sugge con tranquillità il suo birrino, mentre qualcuno degli intellettuali presenti continua il coretto con "Napoli merda, Napoli colera" eccetera. Da stadio, da curva stupida dello stadio, assolutamente di basso profilo. Non è questione di essere un politico o meno, secondo me: si tratta di linguaggi e atteggiamenti troppo idioti, troppo inutili, qualsiasi sia il lavoro che una persona può svolgere. In fatti neanche un tifoso dovrebbe cantarle o pensarle, certe cose, il calcio non è questo. Quindi mi basta ciò per confermare che alcuni politici italiani sono nient'altro che un gruppo di giovinotti frequentatori di stadi e bettole. Gente di cattivo gusto, nulla di più. Salvini, per me, è uno di questi. E non m'importa se le bettole le frequenta davvero: io certe cose non le dico, non le canto e manco le penso. Lui si. E basta.

    Il buon Salvini, giusto per dovere di informazione, è stato già parlamentare europeo (2004/2006), e ha lavorato anche in diverse Commissioni, tra cui quella per la Cultura e l'Istruzione. In effetti il coretto è in un perfetto italiano...

    Il Salvini, ovviamente, minimizza sui commenti di maggioranza e opposizione: "Il video si riferisce ad una festa tra amici che nulla c’entra con la politica, nel corso della quale si sono cantate canzoni da stadio. Quella messa in rete è la canzone sfottò che si canta ai tifosi del Napoli, poi ne abbiamo cantata subito dopo una contro il Verona (par condicio? n.d.r. ). Sono ben tristi quelli che si mettono a polemizzare o a fare discorsi moralistici su una cosa goliardica che, ripeto, con la mia attività politica non ha nulla a che vedere".

    Siamo già al secondo misunderstanding, caro Salvini: il primo risale a inzio giugno, quando hai proposto i mezzi pubblici per i milanesi ("Prima c'erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinte. Adesso si può pensare a posti o vagoni riservati ai milanesi") , da tenersi ben separati da quelli per i non cittadini della Madunina; costretto a ritrattare, vai ad ammettere che si trattava di una provocazione: ma lo hai detto in campagna elettorale per le elezioni provinciali del 6/7 giugno. Allora la politica non è poi così separata da certe idee, oppure vuol dire che l'affermazione sui mezzi pubblici è politica, mentre l'altra no.

    La bagarre mediatica, ovviamente, è già esplosa e l'operazione di puntamento del dito accusatorio è bella che avanti: tutti a valutare il fatto che la canzoncina sia politicamente corretta o meno, a commentare la vita privata di un soggetto più o meno pubblico, e via discorrendo altre facilonerie.

    Tirando le mie personalissime conclusioni, mi rendo conto che spesso e volentieri i nostri politici, a partire dal Primo Ministro in carica, abbiano a disposizione il tasto DEL, oppure quello delle virgolette, a proposito delle loro dichiarazioni: quando serve, schiacciano il tasto ed è come se non fosse stato detto nulla, o come se nessuno si fosse accorto che c'erano delle virgolette a sottolineare la giocosità di certe sparate. Esempi? Berlusconi al Parlamento Europeo, estate 2003.

    Personalmente, nell'intenzione di disinteressarmi della faccenda a partire dal preciso momento in cui chiuderò questo post, in quanto tutta la faccenda non aggiunge nulla di nuovo alla mia percezione dei politichi, provo gaudio esclusivamente in quanto il polverone è stato sollevato grazie ad un filmato pubblicato su Youtube dalla normale utenza, a riprova del minimo di libertà che lo strumento internet consente di garantire.

    01/07/09

    OVO PUVO


    Stamattina mi evo alzato con un accenno di buonumove, nonostante le tve ove di sonno e la bolla di caldo asfissiante sospesa su lavgo Pveneste; ma poi, impvovvisamente, i cattolici: e il mio buonumove va immediatamente a favsi fviggeve...

    Il link all'ovigine del mio cambio di umove è il seguente


    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2009/30-giugno-2009/san-giovanni-rotondo-pronta-criptadi-padre-pio-ma-scoppia-polemica-1601519720246.shtml


    e navva di come, a San Giovanni Votondo, i cattolici abbiano ben pensato di
    offvive al mondo i vesti movtali del Santo Pio nella manieva più appvopviata alla vita del venevato ed essenziale uomo, nonchè seguendo ossequiosamente i pvincipi basilavi della Chiesa Cattolica Vomana: ebbene si, gli ossicini del fu Fvancesco Fovgione, ex fvate Pio ed ex Beato Pio da Pietvelcina savanno ospitati in una sobvia stanzona tappezzata e decovata con OVO PUVO MASSICCIO, all'interno del locale santuario/mausoleo.






    SPLENDIDO & SPLENDENTE, FANTASTICO, GVANDIOSO, MAESTOSO. E C'HA ANCHE L'OCCHEI DEL PAPA, CHE GIà è ANDATO A FAVE UN GIVO CON ALCUNI AMICI VESTITI BENE PEV L'OCCASIONE:



    Notiamo l'immagine del cavd. Vatzingev (in completo bianco) che dà l'occhei con l'apposito stvumentopevdavelocchei, mentve il suo amico (quello in povpova) si fvega le mani veggendo la cavtella psichiatvica dell'autore degli affveschi dello stanzone, padve Mavko Rupnik...


    Tanta è la mia gioia che non viesco manco a scviveve di mio pugno un pensievo gaudioso, quindi vi cito il giovnalista Fevvevo che ci vacconta i numevi della stvuttuva:

    "
    Sulla rampa che conduce alla cripta ci sono 36 nicchie che rappresentano alla sinistra la vita di san Francesco e a destra quella di San Pio da Pietrelcina. Al termine del percorso della rampa, il pellegrino arriva alla soglia della chiesa inferiore accolto dalle immagini che testimoniano la vita di Cristo. Sono 16, scelte come fondamento della vita di Francesco e di Pio. I mosaici ricoprono una superficie complessiva (tra rampa e chiesa inferiore) di circa 2mila metri quadrati. Complessivamente sono state realizzate 54 scene e utilizzate milioni di tessere."


    Tutte le immagini sono tratte da questa fotogallevy:


    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/gallery/Campania/vuoto.shtml?2009/06_Giugno/criptapadrepio/1&1



    Tutte le malignità, invece, che vi vevvanno in mente sui cattolici e sulla lovo Chiesa, sono tvatte dal mio insevto di Vepubblica di questa settimana: OVO PURO feat. CHIESA CATTOLICA VOMANA.

    30/06/09

    PAOLO DI TARSO VERSIONE 2.0

    ...ovvero: "Come ti trasformo la storia ed il mito e ti upgrado il santo a rango di apostolo, con varie altre fesserie di contorno".

    Si tratta di un'altra impresa degna del modo di fare informazione dei media italiani: questa moda del copia e incolla e dello scrivi a casaccio è fantastica: possiamo scrivere qualsiasi corbelleria, basandoci sul livello di idiozia e di ignoranza della media degli italiani medi. La frase "Lo ha detto la tivù" è desueta, ormai, ma la sua valenza e realtà sono sotto gli occhi di tutti gli osservatori attenti.

    Chi legge si potrebbe anche chiedere il motivo di tanta acredine, e ne avrebbe ben d'onde; ma io non ci posso fare nulla, quando qualcheduno di questi giornalistucoli scrive fesserie è giusto fermarsi e fare il punto.

    Concretamente parlando, lo stomaco mi si è rivoltato giusto ier sera quando leggevo la pagina online del quotidiano nazionale Corriere della Sera, all'indirizzo

    http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_28/san_paolo_tomba_fe6000e8-6414-11de-baf4-00144f02aabc.shtml

    In questo articolo della giornalista Elisa Pinna si titola che sono stati trovati i resti dell'apostolo Paolo; il primo errore sta qui, nel fatto che Paolo/Saulo di Tarso, quello che comunemente viene chiamato San Paolo non è mai stato apostolo: infatti, questo signore, oltre ad esser stato un noto avversatore del culto cristiano appena sorto dopo la morte di Gesù, non è mai stato in sua compagnia di quest'ultimo neanche dopo la sua conversione, mitica, sulla via di Damasco: i suoi atti e viaggi, infatti, dopo il cambio di regime spirituale, sono di diversi anni successivi alla morte di Gesù.

    Risulta chiara, quindi la prima inesatezza della giornalista Elisa Pinna, la quale ha elevato lo status dell'uomo di Tarso. La penna del giornalista va dove la stessa mano di Dio - o di chi scrive per lui - non arriva...

    Ultima precisazione ( e questa riguarda lo stile di un giornalismo che, spesso, non è proprio impeccabile ) su un'espressione che ricorre più volte all'interno del testo della giornalista, e che è tra l'altro priva dei necessari segni di interpunzione ( le virgolette ): "Apostolo delle genti".

    Non si tratta di una espressione corretta: Paolo o Saulo di Tarso si è autoassegnato il titolo di "Apostolo dei Gentili" in un paio di lettere ( Romani e Galati, cioè Rm 11,13 e Gal 2,8 ), in cui l'espressione "Gentili" era un riferimento alle popolazioni non ebraiche a cui il buon Paolo andava a contare la buona novella. Non esiste un Apostolo delle genti, anche perchè sarebbe una contraddizione in termini: tutti gli apostoli erano "delle genti", altrimenti mi risulterebbe difficile immaginare una predicazione ad altri soggetti senzienti (cani? gatti? capesante?).

    Quindi, e qui la finisco, nel confronto fra penna, storia e mito, la prima vince con un bel margine. Di fesserie. Game, set e match. Con buona pace nel neo-nominato apostolo e di tutti i lettori.


    http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_di_Tarso