
Illuminati, i tedeschi, da sempre; un passo, o qualcosa in più, avanti, rispetto a noi mediterranei. Sarà il sole, sarà il freddo dell'Europa, ma i cittadini ex divisi dal Muro godono sicuramente di una situazione sociale, politica ed economica che, da queste parti, si fa gran fatica solo ad immaginare.
Prendi la questione energetica, per esempio: qui abbiamo Ministri e presidenti di società che spingono per il ritorno alle vecchie forme di energia per fronteggiare i nuovi e colossali bisogni. Carbone, gas e nucleare per gli anni duemila. Invece nell'Europa un po' più a nord stanno facendo i conti in maniera diversa.
Prendi, quindi, a mò di esempio, la ricca città di Monaco di Baviera; sud della Germania, ma nulla a che vedere con la distanza sociale e economica che in Italia associamo abitualmente alle regioni che stanno più vicine alla "S" della mappa che al centro della stessa: un milione di abitanti, grandi industrie, arte e cultura e una qualità della vita discretamente cara ma decisamente alta. In questa città si è pensato di spegnere l'atomo e di buttare via la carbonella, e la data del switch off dovrebbe essere il 2015, per l'utilizzo civile, e una decina di anni dopo per quanto riguarda l'approviggionamento industriale e commerciale.
Stiamo parlando dell'annuncio del borgomastro bavarese (Christian Ude, socialdemocratico in alleanza con i Verdi locali), avallato dal numero uno del Governo tedesco, Angela Merkel. Si sta puntando sullo sviluppo sostenibile del Paese, con una particolare attenzione alle fonti rinnovabili e alla graduale dismissione dei grandi impianti a carbone e nucleari. A Monaco, sul fiume Isar, luccicante striscia che attraversa la città, sorge un grosso impianto elettrico: sono le strutture come questa, che saranno spente fra pochi anni per far posto a centrali eoliche, a celle fotovoltaiche e idroelettriche.
Il progetto è ambizioso, si tratta infatti di 750mila famiglie da rifornire, per un totale di 2,5 miliardi di chilowattora all'anno, per il primo step della missione ecologica bavarese, che si trasformerebbero in 7,5 miliardi una volta a regime ottimale. Le mani tecniche sono quelle della locale Stadtwerke Muenchen (Swm), già impegnata nella costruzione di impianti eolici nel Mare del Nord, e della stessa Amministrazione di Monaco la quale dovrà investire circa mezzo miliardo di euro ogni anno per seguire questo progetto. La cifra è enorme, ma c'è, assicurano, e viene proprio dall'energia che si cerca di abolire: quella, cioè, della centrale nucleare "Isar2", i cui ricavi saranno investiti ad hoc. Tanto, questa struttura dovrà chiudere i battenti entro il 2020...
La direzione del governo tedesco, con questo esperimento (che è solo un po' più grande di molte altre microsituazioni già attive e autonome, energicamente parlando) appare chiara e lodevole. Attendiamo con fiducia gli esiti di questa importantissima scommessa e bacchettiamo le mani ai nostri governanti, i quali, anzichè prendere esempio da una politica illuminata come quella bavarese e tedesca in generale, puntano ancora sui rigassificatori e sul nucleare. Al solito, per guardare avanti, ci si gira indietro...
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/ambiente/monaco-ecologica/monaco-ecologica/monaco-ecologica.html
http://www.ecologiae.com/monaco-di-baviera-stop-al-nucleare-energia-ecologica-2015/8894/
http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2009/09_settembre/12/germania_cittadini_monaco_dal_2015_useranno_solo_energia_pulita,20683710.html
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