18/09/09

UNA TESTIMONIANZA DAL CENTRO DEL DRAMMA

Leggo con piacere le parole di Anna, bravissima blogger d'Abruzzo e attenta osservatrice della realtà del dramma del post-6 aprile. Alla consegna delle case agli sfollati lei c'era, e ci racconta un punto di vista che, ovviamente, i media normali non hanno dato danno nè ci daranno.

Riporto con piacere il suo scritto in maniera integrale, rimandandovi alla lettura del post originale (corredato di foto) e consigliandovi vivamente di leggere il suo blog con frequenza.

http://miskappa.blogspot.com/2009/09/berlusconi-ad-onna.html

"L'arrivo del presidente era previsto ad Onna per le 15,30. Alle 14 ero già lì. Decisa ad entrare fra e con i cittadini. Cittadini pochissimi, spiegamento enorme di forze dell'ordine e protezione civile e croce rossa e dame di carità e misericordia e tantissimi giornalisti. Entro senza problema. Mi accolgono le macerie di Onna che vedo, dal vivo, per la prima volta. Una curva, si apre davanti a me lo scenario delle casette mobili. Villaggetto colorato, fiori alle finestre. Il prato solo davanti ad una casa, quella che servirà per il set. Le altre hanno terra battuta coperta di paglia. Mi avvicino, apro una porta e varco l'uscio. Vedo un'abitazione che mi fa pensare ad una roulotte, ma decorosa e vivibilissima. Mi guardo intorno in cerca di cittadini. Nulla. I comitati avevano preparato degli striscioni e stavano arrivando alle 14,30, come da appuntamento. Decido di tornare all'ingresso del paese, dove si era stabilito di incontrarci. Appena arrivano i ragazzi del 3e32, la polizia si fa avanti. L'ordine è quello di non farli passare. E li bloccano. Io sono dall'altra parte. Dentro. Auto blu, sirene. Arriva Bruno Vespa. A seguire il presidente. Qualche cittadino arriva alla spicciolata. Mai avevo visto Berlusconi dal vivo. Fa impressione: una statua di madame Tussauds è molto più espressiva e mobile. Suda. Entra nell'unica casina col prato davanti. Mi rendo conto di essere invisibile. Ma voglio parlargli. Aggiro la casetta per raggiungere un'altra entrata. Improvvisamente un gruppo di signore, mai viste alle riunioni dei comitati, srotola uno lenzuolo, debitamente conservato in borsa. A seguire un altro. Recitano quello che vedete nelle foto. Il presidente esce dalla casina ed urlo con tutta la voce che ho, lui è lì a due passi, "presidente, venga a parlare con i cittadini", "presidente venga a sentire le nostre istanze". Subito un nugolo di poliziotti mi oscura, ma ora urlano anche le altre, "presidente, esistiamo anche noi, non solo i cittadini di Onna, questo non è un teatro, 50.000 sfollati chiedono di rimanere sulla propria terra". Lui suda e si allontana verso l'asilo. Qui iniziano i discorsi di rito. Ma intanto la stampa si è accorta di noi. E ci intervista. Sento degli applausi, voglio vedere chi applaude, se è Aquilano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma gli applausi ci sono, escono da un altoparlante. Come in una sit com. Dopo il nauseante discorso del vescovo Molinari, che d'amblé riconcilia i vescovi con il malcostume presidenziale, esaltando l'uomo del fare,il nostro decide, vista la protesta, di abbreviare la cerimonia e, sotto i fischi, si allontana. Nel frattempo, sono riusciti ad entrare, attraversando i campi, anche i comitati, con un altro striscione. La festa è finita. Noto che l'ottanta per cento dei presenti era gente di fuori, in divisa. Ma noi, stavolta, ci siamo fatti sentire. Incredibile, ci sono riuscite le donne delle nostre frazioni. Le massaie, mamme di famiglia. Qualcosa si sta muovendo. Non so cosa si riuscirà a vedere in televisione della nostra protesta. Probabilmente poco o nulla. Ma c'è stata. Ora tutti a Roma, per la manifestazione di sabato. Per la libertà di espressione. E per reclamare il diritto di vivere in un Paese democratico."

Grazie ad Anna, per la preziosa realtà della sua testimonianza e per la combattività della sua mano e della sua penna.

17/09/09

AL BLUFF, AL BLUFF!



Con una certa frequenza, e con una certa veemenza, il premier Berlusconi spesso si pronuncia contro gli usi personali e personalistici della tv di stato, la quale non si dovrebbe permettere mai di criticare il Governo (ma quest'ultimo legge la parola "criticare" e la interpreta come "attaccare"). A parte la palese contraddizione di questo tipo di logica,

CIOÈ IL FATTO CHE "TV DI STATO" NON È SINONIMO DI "TV DI GOVERNO", PERCHÈ IL FATTO CHE SIA PAGATA CON LE TASSE DEI CITTADINI VUOL DIRE CHE DEVE LASCIARE SPAZIO A TUTTA LA PLURALITÀ DEI SUDDETTI DI ESPRIMERSI, E IN SPECIAL MODO A QUELLI CHE SI FANNO DELLE DOMANDE SUL MODO ALQUANTO STRANO DI AMMINISTRARE LA COSA PUBBLICA,

Sembra anche che il discorso si possa applicare a tutti media che, a qualunque titolo e a torto o a ragione, osano mettere in dubbio l'operato del Governo o di chi per lui.


Quanto pubblicato stamattina dal quotidiano "repubblica", nella sua versione on-line, è illuminante, a tal proposito: alla pagina web

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/brunetta-espresso/brunetta-espresso/brunetta-espresso.html

troviamo la notizia che Brunetta usa il sito del ministero
per replicare alle accuse dell'Espresso.

E, SECONDO VOI, IO NON ANDAVO A CONTROLLARE? Quindi mi reco su www.google.it, metto in ricerca dopo aver digitato "ministero per la pubblica amministrazione e dell'innovazione" (si, si chiama così...) e scopro che all'indirizzo istituzionale http://www.innovazione.gov.it/ campeggiano, sotto la scrittona "Governo italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione":

- un carattere ENORME che recita "IL BLUFF DELL'ESPRESSO";
- un file .pdf con l'inchiesta incriminata;
- un file .pdf con la replica PUNTO PER PUNTO "agli errori e inesattezze del giornale";
- un video con la conferenza stampa in cui il ministro Brunetta replica all'Epresso;
- un link (incredibile ma vero) al forum del sito della PA in cui poter commentare l'accaduto.

Ah, in fondo alla pagina succitata c'è anche un linkino (dimensione del carattere, 10/11,5 , credo) alla homepage del sito che in realtà noi eravamo andati a cercare a inizio di questa vicenda.

Incredibile, folle: si è usato il sito pubblico di una pubblica amministrazione per replicare ad personam ad un servizio di una rivista. Su un pubblico sito web istituzionale!!!

L'Espresso ha già controreplicato: "Il bluff è lui"; ma il punto, ovviamente, non è questo.

Se la maggioranza di noi si chiederà chi davvero bluffa, a me di chi sia il truffatore non me ne frega nulla: la cosa importante, a mio modesto e inutil parere, è capire come mai si rendano sempre necessarie queste pagliacciate mediatiche, per risolvere questioni di libertà di stampa? E dai, Renatino, sei un istituzionale: non ti abbassare al loro livello: se hanno detto delle fesserie ingiustificate, agisci con i mezzi a tua personale disposizione, non con quelli pubblici che ti sono messi in mano per amministrare il Paese. Per dirla alla romana: "Stai a dì na frescaccia? Bene: mò te querelo!". Invece si utilizzano spazio e soldi pubblici (leggi "MIEI") per puntarsi il dito addosso come i bambini al parco.


NON IMPORTA CHI BLUFFA, L'AMAREZZA RIMANE.

14/09/09

SE BERLUSCONI APRE LE CASE, BALLARò CHIUDE

La prima rete e la terza si guardano in cagnesco, e suona strano perché da un lato c'è un(a) Vespa e dall'altro un Floris; giochi di parole a parte, siamo alle solite, in tema di televisione e conflitti più o meno di interessi: il programma "Ballarò" non sarà trasmesso, stasera, in quanto Rai Uno deve dare spazio (largo larghissimo) alla consegna delle prime 94 abitazioni ad alcuni cittadini abruzzesi colpiti dal sisma dello scorso aprile. Consegna Berlusconi. Conduce (ovviamente) Vespa. In diretta. Su un'altro canale. Quindi si sposta tutto. Ma come, "Quindi"?

Una e-mail, 48 ore prima della puntata, e la trasmissione condotta da Floris salta. Slitta, nonostante oggi, martedì, sia l'usuale giorno dell'appuntamento sulla terza rete nazionale. Polemica al napalm nelle ore scorse, e toppa al mastice scadente apposta su una rete Mediaset a caso, Canale 5, dove anche Matrix non sarà stasera presente sul palinsesto «Per ragioni tecniche» legate all'allestimento del nuovo studio e alla realizzazione della nuova scenografia del programma. Un specie di "Chiuso per rinnovo locali" posticcio, messo lì giusto per mettere a tacere una parte delle polemiche e per non fare pensare che tutta l'operazione si stata fatta con un certo gusto di premeditazione.

E SPERANO CHE CI SI BEVA QUESTA FESSERIA DEL RINNOVO DELLE SCENOGRAFIE, SU UN PALINSESTO (CHE è UNA DELLE ATTIVITà UMANE PIù PROGRAMMATE E MENO SOGGETTE A VARIAZIONE) SOLITAMENTE BLINDATO, DI BEN DUE PUNTATE?

VORREBBERO FARCI CREDERE CHE SI SONO FATTI MALE I CONTI PER DUE PUNTATE DI UN PROGRAMMA SEGUITO COME "MATRIX"? PROPRIO IN OCCASIONE DI TUTTA QUESTA FACCENDA FRA LA RAI E "BALLARò"?

INFINE, PENSANO CHE NON SI ARRIVI A CAPIRE CHE UN EVENTO COME QUELLO DELLA CONSEGNA DELLE ABITAZIONI SIA UNA NEWS DELL'ULTIM'ORA, NON PROGRAMMABILE E NON ORGANIZZABILE (ALMENO SULLE RETI CHE FANNO PARTE DEL PACCHETTO PUBBLICO) SENTENDO I DIRETTORI DELLE MEDESIME PER STRAVOLGERE IL MENO POSSIBILE I LORO PALINSESTI?

"Per Ballarò non c'è alcun problema, è solo uno spostamento che abbiamo ritenuto opportuno visto il tipo di evento e per non far sovrapporre due programmi di approfondimento", ha detto il vice Direttore Generale del Servizio Pubblico, senza manco sentire le bestemmie di chi a Ballarò ci lavora. Ma come: una volta tanto che gli italiani potevano avere la possibilità di scegliere addirittura fra due-e-dico-due programmi di approfondimento che vanno in onda in contemporanea (chissà da quanto non succedeva...), dai vertici della RAI dicono che si sarebbe potuto sviluppare un conflitto? Cos'è? Forse le antenne non sopportano il peso dello smaccato servilismo di Vespa sommato al chiasso del rissoso salotto di Floris?

Eppure il dubbio sulla necessità di spostare la prima puntata della stagione di Ballarò rimane: era necessario? per una diretta televisiva di chiara funzione propagandistica per il Governo e la sua politica? E i telespettatori non possono manco decidere autonomamente cosa guardare?

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-3/polemica-ballaro/polemica-ballaro.html

http://www.corriere.it/politica/09_settembre_14/matrix_rinvio_trasmissione_2f9b184a-a156-11de-9cad-00144f02aabc.shtml

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-3/maltese-15set/maltese-15set.html

13/09/09

AI BAVARESI PIACE ECO


Illuminati, i tedeschi, da sempre; un passo, o qualcosa in più, avanti, rispetto a noi mediterranei. Sarà il sole, sarà il freddo dell'Europa, ma i cittadini ex divisi dal Muro godono sicuramente di una situazione sociale, politica ed economica che, da queste parti, si fa gran fatica solo ad immaginare.

Prendi la questione energetica, per esempio: qui abbiamo Ministri e presidenti di società che spingono per il ritorno alle vecchie forme di energia per fronteggiare i nuovi e colossali bisogni. Carbone, gas e nucleare per gli anni duemila. Invece nell'Europa un po' più a nord stanno facendo i conti in maniera diversa.

Prendi, quindi, a mò di esempio, la ricca città di Monaco di Baviera; sud della Germania, ma nulla a che vedere con la distanza sociale e economica che in Italia associamo abitualmente alle regioni che stanno più vicine alla "S" della mappa che al centro della stessa: un milione di abitanti, grandi industrie, arte e cultura e una qualità della vita discretamente cara ma decisamente alta. In questa città si è pensato di spegnere l'atomo e di buttare via la carbonella, e la data del switch off dovrebbe essere il 2015, per l'utilizzo civile, e una decina di anni dopo per quanto riguarda l'approviggionamento industriale e commerciale.

Stiamo parlando dell'annuncio del borgomastro bavarese (Christian Ude, socialdemocratico in alleanza con i Verdi locali), avallato dal numero uno del Governo tedesco, Angela Merkel. Si sta puntando sullo sviluppo sostenibile del Paese, con una particolare attenzione alle fonti rinnovabili e alla graduale dismissione dei grandi impianti a carbone e nucleari. A Monaco, sul fiume Isar, luccicante striscia che attraversa la città, sorge un grosso impianto elettrico: sono le strutture come questa, che saranno spente fra pochi anni per far posto a centrali eoliche, a celle fotovoltaiche e idroelettriche.


Il progetto è ambizioso, si tratta infatti di 750mila famiglie da rifornire, per un totale di 2,5 miliardi di chilowattora all'anno, per il primo step della missione ecologica bavarese, che si trasformerebbero in 7,5 miliardi una volta a regime ottimale. Le mani tecniche sono quelle della locale Stadtwerke Muenchen (Swm), già impegnata nella costruzione di impianti eolici nel Mare del Nord, e della stessa Amministrazione di Monaco la quale dovrà investire circa mezzo miliardo di euro ogni anno per seguire questo progetto. La cifra è enorme, ma c'è, assicurano, e viene proprio dall'energia che si cerca di abolire: quella, cioè, della centrale nucleare "Isar2", i cui ricavi saranno investiti ad hoc. Tanto, questa struttura dovrà chiudere i battenti entro il 2020...

La direzione del governo tedesco, con questo esperimento (che è solo un po' più grande di molte altre microsituazioni già attive e autonome, energicamente parlando) appare chiara e lodevole. Attendiamo con fiducia gli esiti di questa importantissima scommessa e bacchettiamo le mani ai nostri governanti, i quali, anzichè prendere esempio da una politica illuminata come quella bavarese e tedesca in generale, puntano ancora sui rigassificatori e sul nucleare. Al solito, per guardare avanti, ci si gira indietro...


http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/ambiente/monaco-ecologica/monaco-ecologica/monaco-ecologica.html

http://www.ecologiae.com/monaco-di-baviera-stop-al-nucleare-energia-ecologica-2015/8894/

http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2009/09_settembre/12/germania_cittadini_monaco_dal_2015_useranno_solo_energia_pulita,20683710.html

08/09/09

PER UNA VASCA DI TROPPO


Quando è troppo è troppo: adesso vorrebbero anche privarci delle tradizioni che hanno fatto la nostra Sicilia la bella terra che tutto il mondo ci invidia!

Vi pare che sia possibile arrestare qualcuno che si mangia in santa pace un bel cannolone di ricotta di mezzo chilo, oppure per un favore chiesto ad un amico per un amico che vorrebbe entrare in Comune perché mò tiene famiglia "e comefaiadarrivareafinemesesenonhaiilpostofisso" ? Di tradizione si tratta, e le tradizioni non si toccano!

Eppure succede che nella nostra bella Trinacria, ormai ti arrestano anche per cose che i nostri avi Siculi e Sicani ci hanno tramandato, e che fanno parte del noshtro DNA come la caponatina e la pasta con le sarde!

Esempio? Giusto ieri, dalle parti di Palemmo, a Bagheria, per essere esatti, due giovani sono stati arrestati perché stavano abbandonando (e che è un cane, che la abbadoni?) una vasca da bagno in alluminio e una porta di fronte all'ingresso una famosa villa del '700 (Villa Sant'Isidoro).

Arrestati, e gli hanno pure sequestrato la vettura con cui hanno commesso l'illecito!

Ma signori Carabinieri, che forse non lo sapete che in Sicilia c'è ancora caldo? E che magari i due amici si stavano preparando una bella doccia o un bagnetto fresco, con veduta artistica e naturale inclusa? Ma quale abbandono di rifiuti, noi siciliani i rifiuti li facciamo marcire sotto casa (alle volte li incendiamo, la Campania insegna...) o li affidiamo alle società regolarmente gestite dalla mafia che regolarmente non li differenziano e li mettono sottoterra o li scaricano in mare o li mandano in Cina. Questa cosa di arrestare persone a destra e manca è non-igiene preventiva anzichenò! Per una vaschetta da bagno, poi...

"E la porta?", qualcuno potrebbe chiedere; ecchecivogliamofare il bagno con la gente che passa e vede? La porta, la si porta per chiuderla mentre ti insaponi e ti sciacqui, è ovvio!

Ma roba da matti...


http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/RIFIUTI-VASCA-DA-BAGNO-IN-STRADA-2-ARRESTI-A-PALERMO/news-dettaglio/3713948

07/09/09

LACRIMA DI MONDO




Sei riflesso
di lacrima lontano.

Specchio di sole
che mai m'illumina,
mondo di sogno
che notte mi turba.

Lacrima perduta
che resta liddove
le lacrime nove
nessuno m'asciuga.