C'è un video di una trentina di secondi, su Youtube, che ha per protagonista l'ex parlamentare europeo (ma anche ex capogruppo leghista alla Camera) Matteo Salvini, il quale si lascia andare e quasi dirige un coretto da stadio che i tifosi ben conoscono:
Senti che puzza, scappano anche i cani,
stanno arrivando i napoletani.
O colerosi, terremotati,
voi col sapone non vi siete mai lavati.
Poi, dopo lo sforzo canoro, si rinfresca la gola e sugge con tranquillità il suo birrino, mentre qualcuno degli intellettuali presenti continua il coretto con "Napoli merda, Napoli colera" eccetera. Da stadio, da curva stupida dello stadio, assolutamente di basso profilo. Non è questione di essere un politico o meno, secondo me: si tratta di linguaggi e atteggiamenti troppo idioti, troppo inutili, qualsiasi sia il lavoro che una persona può svolgere. In fatti neanche un tifoso dovrebbe cantarle o pensarle, certe cose, il calcio non è questo. Quindi mi basta ciò per confermare che alcuni politici italiani sono nient'altro che un gruppo di giovinotti frequentatori di stadi e bettole. Gente di cattivo gusto, nulla di più. Salvini, per me, è uno di questi. E non m'importa se le bettole le frequenta davvero: io certe cose non le dico, non le canto e manco le penso. Lui si. E basta.
Il buon Salvini, giusto per dovere di informazione, è stato già parlamentare europeo (2004/2006), e ha lavorato anche in diverse Commissioni, tra cui quella per la Cultura e l'Istruzione. In effetti il coretto è in un perfetto italiano...
Il Salvini, ovviamente, minimizza sui commenti di maggioranza e opposizione: "Il video si riferisce ad una festa tra amici che nulla c’entra con la politica, nel corso della quale si sono cantate canzoni da stadio. Quella messa in rete è la canzone sfottò che si canta ai tifosi del Napoli, poi ne abbiamo cantata subito dopo una contro il Verona (par condicio? n.d.r. ). Sono ben tristi quelli che si mettono a polemizzare o a fare discorsi moralistici su una cosa goliardica che, ripeto, con la mia attività politica non ha nulla a che vedere".
Siamo già al secondo misunderstanding, caro Salvini: il primo risale a inzio giugno, quando hai proposto i mezzi pubblici per i milanesi ("Prima c'erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinte. Adesso si può pensare a posti o vagoni riservati ai milanesi") , da tenersi ben separati da quelli per i non cittadini della Madunina; costretto a ritrattare, vai ad ammettere che si trattava di una provocazione: ma lo hai detto in campagna elettorale per le elezioni provinciali del 6/7 giugno. Allora la politica non è poi così separata da certe idee, oppure vuol dire che l'affermazione sui mezzi pubblici è politica, mentre l'altra no.
La bagarre mediatica, ovviamente, è già esplosa e l'operazione di puntamento del dito accusatorio è bella che avanti: tutti a valutare il fatto che la canzoncina sia politicamente corretta o meno, a commentare la vita privata di un soggetto più o meno pubblico, e via discorrendo altre facilonerie.
Tirando le mie personalissime conclusioni, mi rendo conto che spesso e volentieri i nostri politici, a partire dal Primo Ministro in carica, abbiano a disposizione il tasto DEL, oppure quello delle virgolette, a proposito delle loro dichiarazioni: quando serve, schiacciano il tasto ed è come se non fosse stato detto nulla, o come se nessuno si fosse accorto che c'erano delle virgolette a sottolineare la giocosità di certe sparate. Esempi? Berlusconi al Parlamento Europeo, estate 2003.
Personalmente, nell'intenzione di disinteressarmi della faccenda a partire dal preciso momento in cui chiuderò questo post, in quanto tutta la faccenda non aggiunge nulla di nuovo alla mia percezione dei politichi, provo gaudio esclusivamente in quanto il polverone è stato sollevato grazie ad un filmato pubblicato su Youtube dalla normale utenza, a riprova del minimo di libertà che lo strumento internet consente di garantire.