20/07/09

HOUSTON, ABBIAMO UN DUBBIO


Qualche anno fa, ma fra qualche ora, si compie un anniversario importante nella storia del genere umano: fra tutte le fesserie che abbiamo fatto, c'è stata anche quella di mettere piede sul satellite più argenteo e mitico, nonchè unico, che abbiamo: la Luna.

Ad ogni anniversario, da qualche tempo a questa parte, (nel 2009 sono ben 40, da quel 21 luglio 1969) le teorie cospirazioniste che vogliono l'allunaggio tutto finto e registrato si fanno vive con nuove prove e sconvolgenti coinvolgimenti; non avendo ancora studiato per bene la questione, non mi pronuncio e non sciolgo la riserva sul mio dubbio - che sempre e comunque è presente in qualsiasi occasione - vi propongo una interessante notizia, in cui solo oggi nel mio scartabellare mi sono imbattuto.

Si tratta di una cosetta notevole in quanto potrebbe aprire delle prospettive e confutare un po' delle ipotesi, almeno di quelle più accese, sulla veridicità o meno dello sbarco sul nostro satellite: esiste un sistema di specchi, depositati e collimati sulla Luna da diverse missioni made in Nasa (3, tutte del gruppo Apollo) e da una di quelle made nell'ex Falce&martellolandia.

Questi specchi (si tratta in realtà di riflettori composti da un sistema di prismi, nel numero di circa 200 per ogni struttura) hanno il compito di fornire l'esatta distanza fra il nostro pianeta e la Luna; come funziona, però, il meccanismo? Semplicemente, così come ad intuito può funzionare uno specchio: riflettendo un fascio di luce (polarizzata, nella fattispecie, quindi laser) che viene "sparato" ad alta potenza dalla Terra.

L'attuale misura della distanza fra terra e luna (384.400 chilometri circa) è ottenuta, oltre che con calcoli diversi, anche e soprattutto con questo sistema di riflessione; tra l'altro, qualche giorno fa un ricercatore dell'Università di Washington ha messo a punto uno strumento che verrà applicato sul telescopio ottico dell'Apache Point Observatory (http://www.apo.nmsu.edu/) capace di aumentare la potenza del laser di parecchie migliaia di volte. Stiamo parlando di un impulso da un gigawatt, un miliardo di watt!

Serve una maggiore potenza in quanto il fascio di luce polarizzata è ben collimato, ma durante il tragitto disperde una enorme parte delle sue componenti; già nel solo viaggio di andata, va a segno solo un fotone ogni trenta milioni. La luce che si ottiene in ritorno è, quindi, solo una piccolissima percentuale di quella inviata, con il risultato che la stima della distanza Terra - Luna ancora ha un margine di errore di ben un centimetro circa.

Ecco l'articolo di riferimento:


Se permane il dubbio sul fatto che il piccolopassoperl'uomomaungrandebalzoperl'umanità sia stato fatto in realtà dentro uno studiolo di Hollywood, almeno una sicurezza in più sul nostro satellite la avremo, e con una approssimazione di un millimetro! Almeno possiamo festeggiare questo...

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