05/08/09

LA NOTTE URLANTE




M'afferra un Demone incolore,
sussurra urla nere senza suono.

M'adagia in un letto di spine,
m'avvelena l'sangue di frenesia.

Il feto che ero non mi protegge,
il mio corpo non m'appartiene più.

Sudo disperazione, sfioro il panico,
cerco calma e attraverso convulsioni.

Canto preghiere afone e senza dio,
solo sono, nel sole di mille eclissi.

Seguo un fantasma nel mio specchio,
in piedi, la casa, un bagno di silenzio.

Mi sciolgo in gocce di mercurio pazzo,
di nuovo, mercé dell'urlante notte.

Com'Arcano mi penso, poi, mi giro,
e alfine Lui cessa l'suo nero grido.

Sorrido di vittoria, bimbo empio,
abbraccio il nulla sicuro del mio sonno.

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