08/10/09

MENO MALE CHE LA CORTE C'È



Non ero sì contento da quando mi son reso conto che una certa sentenza testimoniava le amicizie mafiose di Andreotti...



So che in tanti hanno già trattato o tratteranno, anche in maniera più intelligente del sottoscritto, del pomeriggio di ieri, dell'attesa e della pronuncia finale della Corte Costituzionale su quello che mi piace chiamare Lodo Tafàno; ma sono anche a conoscenza del fatto che, nella mediocrità della riflessione contemporanea, mancherà sempre l'arguzia capace di cogliere quelle piccole sfumature che ti permettono di inquadrare meglio il discorso, e di sorridere di fiducia anche se l'evento in sè e per sè ha il sapore del gol della bandiera.

Chiarisco l'ultima espressione, perchè non è riduttivo l'intento del suo utilizzo all'interno di questo discorso, ma semplicemente realistico: stiamo parlando di un soggetto che ha fatto il bello ed il cattivo tempo del Malpaese da qualche anno a questa parte e che ha interessi in praticamente tutti i campi dello scibile umano a parte quelli collegati alla decenza, un uomo i cui consiglieri sono parlamentari part time della Repubblica e suoi difensori nella restante parte del loro tempo. UN UOMO, SILVIO BERLUSCONI, CHE PUò FARE QUELLO CHE VUOLE. é un uomo che ha trionfato su tutto, come se fossimo alla fine del primo tempo e lui stesse vincendo 5-0. Contro tutti noi.

Quindi questa Sentenza della Corte Costituzionale ha il suono di una campana che non suonava da tempo immemore, tanto che ci si era abituati a dire "Ecche ci devi fare, tanto mica cambia qualcosa"; è il suono, giusto per continuare ad usare termini rubati dal mondo del calcio, del fischietto dell'arbitro che conferma un gol: il nostro gol contro lo squadrone imbattibile.

Elevando il piano della riflessione ed uscendo dai campi d'erbetta, vorrei chiudere questo intervento con il pensiero che, in realtà, dovrebbe essere il cardine del tutto: cioè il fatto che, in occasione di questo pronunciamento della Corte, chi crede nella Giustizia ha il diritto di sentir di aver trovato un baluardo. Uno scoglio che, nonostante tutto e tutti, ha ancora il diritto e l'autorità - perchè si basa su principi abbastanza inaffondabili - per dire NO alla condotta truffaldina di certa gente.

Se Silvio dice che si tratta di uso politico della Giustizia ben venga: lui ne ha fatto un uso PERSONALISSIMO, sia della Giustizia, che dei Media, che del potere politico e di quello Legislativo; tale serie di cose è ben più grave di tutte le fesserie sulle percentuali di italiani che lo sostengono, che lui va urlando al telefono dai suoi vari leccapiedi: non si è mai visto un Presidente del Consiglio che telefona in trasmissioni televisive e radiofoniche pubbliche e private, per commentare la sentenza di un organo costituzionale che lo ri-proietta al centro di due processi. Giustificandosi. Accusando tutti. Lui è tanto preso dall'ira che non si accorge neanche di quanto sbaraglia se stesso quando si lascia andare a certe affermazioni sulla Bindi di turno, sui magistrati e sul Capo dello Stato.

Pessimo Berlusconi, un venditore di frutta e verdura avrebbe molto più stile, financo nell'urlare che la propria merce è cara non per colpa sua che vuole ritoccare al rialzo, ma per la cattiva annata. Lui no, anche a Dio darebbe la colpa, pur di salvarsi/sottrarsi.

Allora, meno male che la Corte c'è; e, quando batte il colpo, si sente. Eccome.


http://it.wikipedia.org/wiki/Lodo_Alfano#Giudizio_di_costituzionalit.C3.A0


http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=88876&idCat=120


http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-12/lodo-7ott/lodo-7ott.html

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