03/10/09

PIOGGIA, FANGO E LACRIME

Sarebbe inutile parlare di tragedia annunciata, di disastro preparato o di altre formule che giornalisti e non utilizzano per i loro titoli...inutile, banale e ripetitivo.

Sarebbe anche altrettanto assurdo non rimandare indietro il nastro dei ricordi ai giorni immediatamente successivi al 6 aprile scorso, quando si cominciò ad insediare in tutti noi la paura che una enorme parte dei morti e degli sfollati d'Abruzzo stesse pagando un prezzo stabilito da appalti ballerini, da perizie con l'occhiolino e da carte riempite solo di parole e firme. Qualcun altro aveva stabilito che un sisma di una certa portata non sarebbe stato un problema, o semplicemente non ci aveva pensato

Adesso che il fango che viene giù dai Peloritani e fa sparire tutto, pare che questa scena fosse già stata vista; lo stesso Bertolaso aveva ricevuto documenti e rilevazioni su quella zona ben due anni fa, assieme alle urla continuamente allarmate dei vari Comitati di cittadini contrari alla costruzione del ponte sullo Stretto. Eppure nulla, come al solito: i conti, in questo Paese, si fanno sempre dopo che qualcuno ha pagato nella peggiore delle maniere. E, soprattutto, dopo che una classe politica ottusa e delinquente promette opere monumentali e legate solo alla campagna elettorale.

Possiamo, nell'ignoranza dei retroscena e nella pietà per il disastro che si consuma dentro i nostri televisori, sovrapporre, come in un esame di risonanza magnetica al contrasto, le due immagini: Abruzzo e questa parte della Sicilia. Pare che tutto combaci, in quanto si tratta di una foto identica del Malpaese, come ben lo definisce Giovanni Valentini:

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/maltempo-previsioni/no-calamita/no-calamita.html

Una foto che fa capire, se non altro, che ci sono interessi quotidiani che vengono prima di quelli a lungo termine - specie se dubbiosi come quelli megalomani di questi ultimi anni - e che fa montare ulteriormente lo sdegno per la distanza totale, nei confronti dei cittadini, da parte dei soggetti deputati a farlo.

Un minuto di silenzio non basta, perchè non fa tornare indietro i morti, perchè non calma le lacrime di cerca i suoi dispersi, e perchè non serve a cambiare il malcostume e la mafia-politica che ci ha portato fino a qui.

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