01/12/11

Sottosegretari alla polemica


30 novembre 2011
Il Presidente del Consiglio Monti
Il dado è tratto, ergo la polemica: la nomina dei sottosegretari, passo numero due del nuovo Governo Monti dopo la presentazione dei ministeri, ha già scatenato una nube di commenti negativi. A meno di 48 ore dall'ufficializzazione dei nomi, infatti, sono piovuti gli strali della stampa, quasi tutti centrati sulla parzialità dei designati e sulle presunte lottizzazioni di partiti e gruppi d'interesse quali banche e imprenditoria.

Il Presidente del Consiglio non aveva equivocato sul fatto che di tecnici si dovesse trattare, ma c'era anche un altro punto ovvio: la negatività al test del conflitto d'interessi; tra le indiscrezioni "positive" che avevano fatto ben sperare in questo senso, uno fra i pochi, il nome di Teresa Petrangolini al sottosegretariato alla Salute. Il ragionamento: il segretario di una associazione trentennale non schierata, inserito all'interno della vita politica ad alti livelli, poteva far sperare in un orecchio politico più ampio, direzionato verso i cittadini. La scelta è invece caduta su un medico, Adelfio Elio Cardinale, che ha collezionato una decina di cariche fra università e associazioni di colleghi e la cui moglie Anna Palma è la responsabile della segreteria di Schifani. A volerci veder male, in effetti, un po' di squilibrio lo si potrebbe trovare.

Il paradosso si ripete con tratti più marcati, drammatici, quando si apprende che il nuovo sottosegretario alla Pubblica Amminstrazione è Filippo Patroni Griffi, e quando il suo curriculum recente lo vede come capo di gabinetto per lo stesso Ministero, quando era guidato da Renato Brunetta. Filippo Milone era invece fino a qualche giorno fa consigliere di Ignazio La Russa, Ministro appunto della Difesa. Uomo di fiducia, Milone, certo. Ma fiducia di chi? L'elenco potrebbe continuare inesorabile, ma non serve in questa sede (Nicoli e Perniconi, dalle pagine di "il Fatto Quotidiano", sciorinano con dovizia di particolari) in quanto, oltre al dubbio politico c'è n'è anche un'altro, più difficile da digerire.

Durante il giuramento dei sottosegretari
Si ha tanto l'impressione di facce già note e di nomi già sentiti, e non è solo un'impressione: alcuni dei nomi dei nuovi sottosegretari sono già conosciuti, almeno a chi segue, per esempio, le vicende recenti di un presunto finanziamento di Finmeccanica al Pdl. il nome è quello di Milone, in questo caso, e compare in una conversazione telefonica. Dubbi anche a proposito del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria Carlo Malinconico (presidente della Fieg, che aveva proposto di tassare internet per colmare la non redditività del settore editoriale), a cui l'immobiliarista Diego Anemone regalò una vacanza quando Maliconico era alla segreteria generale di Palazzo Chigi.

Il quadro d'insieme è quello di un progetto che fa già vedere le prime falle, e che si limita nei movimenti proprio perchè i suoi arti sono bloccati da meccanismi rigidi, di settori e classi che non sempre sono trasparenti o interessati alla cosa pubblica. E non è una questione politica, ma se la promessa era quella di una squadra super partes e al di sopra delle polemiche, ci sarebbero un paio di cosette da rivedere.


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