.jpg)
Attacco di cuore, questa notte, e il cinquantenne Michael Jackson muore in ospedale, poche ore dopo. Centinaia di fan accorrono per piangere sotto le finestre dell'ospedale, milioni di altri piangono da casa loro.
Ne parlavamo già al passato, musicalmente, perchè i suoi dischi non avevano più, da tempo, ormai, l'energia delle prime produzioni. Che la questione fosse legata al colore della sua pelle non lo sapremo mai, anche se in molti lo avranno pensato. Resta comunque il peso pop massimo, il "Re" (come piaceva a lui sentirsi chiamare e ai suoi fan chiamarlo) che ha venduto centinaia di milioni di dischi in tutto il mondo conosciuto e che ha dato le direttive musicali a molti artisti e artistucoli dell'era attuale.
Il fatto che Jacko se ne sia andato mi ha fatto male, come quando è morto papà James Brown a Natale (ma un po' meno, lui è il Re, ma Brown è DIO!); sono cresciuto con entrambi e vi assicuro che fa male, perchè adesso dovrò parlare al passato, definitivamente, di un'altra cosa che riguarda il mio passato. Neanche quel barlume di speranza della serie "Ma dai, magari fa un disco mezzo ascoltabile, prima di ritirarsi dalle scene". No. Game over. Stop the (pop) music and go home. Peccato peccato peccato.
Consiglio musicale evergreen per Jacko - fan e non: "Man in the mirror", dall'album "Bad".
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento